MANGYSTAU
deserto fatato
con ViktoryaDiverse depressioni si trovano al di sotto del livello del mare, tra cui il punto più basso del Kazakistan (e il quinto del mondo!): la depressione Karagiye a ben -132 metri.
La storia del Mangystau risale a milioni di anni fa, in un'epoca in cui i continenti si spostavano e vasti mari si formavano. Le meraviglie naturali della regione riecheggiano i racconti dell'antico Oceano Tetide, che ha attraversato la Terra per un miliardo di anni. Oggi, osservando da vicino gli strati fondanti delle enormi formazioni calcaree di Bozzhira e Ayrakty, si scoprono misteriosi motivi e disegni che un tempo erano la vita marina di Tetide. Resti di conchiglie, alcune situate a oltre 200 chilometri dal Mar Caspio, e fossili come denti di squalo preistorici e ossa di ittiosauri, rimandano all'era mesozoica.
Le antiche tracce umane rinvenute vicino alla costa del Mar Caspio suggeriscono una frequentazione continua dal Paleolitico al Neolitico, indicando la presenza umana qui circa 12.000 anni fa. Porzioni della famosa Via della Seta passavano per il Mangystau. Tuttavia, a causa del clima rigido e desertico, non tutti i viaggiatori osavano attraversare le vaste distese dell'altopiano di Ustyurt.
Paesaggi eccezionali e sorprendenti moschee sotterranee: questo è il Mangystau. Qui potrai vedere una combinazione naturale di deserti, colline e scogliere e godere della bellezza originale della natura. Se il Kazakhstan è un paese poco popolato, il Mangystau è la sua regione più disabitata.
Le cose a buon mercato portano grane, quelle costose richiedono sforzo. (proverbio kazako)
day by day
partenza per Aktau
Volo aereo per Aktau
Aktau
Si giunge ad Aktau nelle ore iniziali della giornata. All’aeroporto si viene accolti dalla guida locale e accompagnati al confortevole hotel Renaissance, un’elegante struttura 5 stelle dove potrete subito effettuare il check-in anticipato. Dopo qualche ora di riposo, si iniziano le visite della città. Aktau, città moderna e sorprendente, nata nel 1958 e oggi solo scalo marittimo del Kazakistan sul Mar Caspio. Tra architetture simboliche e storie sovietiche si visita la Caravella di Colombo e la suggestiva Piazza Yntymak con la fiamma eterna. Successivamente ci si sposta sul lungomare per un pranzo panoramico: un momento ideale per cominciare a scoprire i gusti autentici della cucina kazaka, tra carni succulente, pane caldo appena sfornato e dolci tradizionali accompagnati da profumato tè aromatico. Terminato il pasto si riparte alla scoperta della città visitando la Cattedrale ortodossa, il Museo cittadino ed il vivace bazar locale: un vero tuffo nella cultura kazaka, dove è possibile trovare stoffe, strumenti musicali, culle tradizionali e persino l’adyraspan, l’erba magica usata da secoli per scacciare gli spiriti maligni. Nella zona dedicata alla gastronomia, è possibile invece assaggiare specialità nomadi come il latte fermentato di cavalla e cammella, insieme a miele, formaggi e frutta secca. Si prosegue poi osservando il curioso faro costruito sul tetto di un palazzo prima di concludere la giornata con una rilassante camminata sul pittoresco sentiero costiero affacciato sul Mar Caspio, ideale per godersi il fascino del tramonto. A seguire, una cena in terrazza con una squisita grigliata di quattro varietà di pesce del Caspio, servita in un’atmosfera rilassata e conviviale, ideale per lasciarsi incantare dal momento e iniziare a sognare le prossime tappe del viaggio.
Aktau, Zhygylgan, Sultan Epe, Kapamsay
Dopo la partenza dall’hotel, inizia il viaggio nel cuore più remoto e affascinante del Mangystau. La prima tappa è Zhygylgan, un’enorme frana geologica che ha creato un cratere circolare di circa 10 km, poco distante dal Mar Caspio. Qui, tra le rocce e le pareti scoscese, si trovano alcune impronte fossili: tracce pietrificate di antichi felini dai denti a sciabola e piccoli cavalli tridattili, memoria tangibile di un’epoca preistorica. Si scende per un breve tratto nel cratere e poi si prosegue su un sentiero pianeggiante fino a raggiungere un suggestivo lago a forma di cuore: un luogo romantico e perfetto per una pausa contemplativa. Il pranzo sarà servito con una vista spettacolare dalle falesie, affacciate sull’immenso silenzio del paesaggio. Si prosegue poi verso Kenty Baba, una necropoli sacra immersa in un paesaggio silenzioso che amplifica il senso di sacralità. Questo antico complesso funerario è dedicato a Kenty Baba, figura venerata come santo e guida spirituale. La tradizione narra che salisse lungo le scale scavate nella roccia per chiamare alla preghiera dall’alto, in un gesto che ancora oggi riecheggia nel vento. Poco distante si trova la moschea sotterranea di Sultan Epe, patrono dei marinai: un luogo misterioso e suggestivo, immerso nella penombra e nella spiritualità. Alcuni studiosi ipotizzano che queste strutture, spesso definite moschee, siano in realtà molto più antiche, legate a credenze e culture pre-islamiche. Il viaggio continua verso il canyon di gesso di Kapamsay, dove è consuetudine accedere al canyon dalla foce, per passeggiare al tramonto tra candide pareti di gesso, silenziose e spettacolari. Il pernottamento è previsto poco distante presso il Centro visitatori di Sartas. Totale percorso della giornata: circa 195 km.
Kapamsay, Shakpak Ata, Torysh, Fattoria
La giornata inizia con la visita alla moschea sotterranea di Shakpak Ata, un suggestivo sito scavato nella roccia. Le sue pareti, scolpite e segnate dal tempo, conservano iscrizioni arabe e misteriose nicchie, elementi che la collegano ai culti del fuoco e allo zoroastrismo. Successivamente, si raggiunge la straordinaria Valle delle Sfere di Torysh, un paesaggio unico cosparso di enormi sfere di roccia naturale. Queste formazioni rocciose si sono originate oltre 35 milioni di anni fa, nei fondali dell’antico oceano Tetide, assumendo forme sorprendenti come palle, uova e funghi. Terminata la visita, si prosegue verso Kokala, dove si pranza, una stretta gola dai colori vivaci, dove si sovrappongono strati di calcare, argilla e sedimenti antichi, creando un paesaggio surreale. Il viaggio prosegue al monte Sherkala, una delle meraviglie naturali più evocative del Mangystau. Con la sua forma che ricorda una gigantesca yurta, Sherkala è avvolta da antiche leggende: si racconta che valorosi cavalieri si difesero qui fino alla fine, rifugiandosi negli anfratti della montagna. Per questo, la montagna è conosciuta anche come la “Città delle Tigri”, emblema di tenacia e coraggio. La giornata si conclude in una fattoria kazaka, dove si può condividere la vita tradizionale dei pastori nomadi. Il percorso della giornata prevede circa 90 km di auto.
Fattoria, Valle dei Castelli, Shetpe, Tuzbair
La giornata inizia con la visita al sistema montuoso di Airakty-Shomanay (Valle dei Castelli), noto per le sue formazioni rocciose dalle forme scenografiche che evocano mura e torri di castelli. Si prosegue poi per la piccola cittadina di Shetpe, dove si trova un piccolo ma interessantissimo museo locale dedicato alla mitologia turcofona. Dopo pranzo il viaggio prosegue verso uno degli scenari più sorprendenti della regione: la palude salata di Tuzbair. Qui l'altopiano di Ustyurt termina bruscamente in una serie di scogliere di gesso e calcare, intagliate da canaloni e gole, creando un paesaggio surreale di colonne naturali. Si passeggia in un punto panoramico dove si osserva la distesa bianca, un tempo parte dell’antico mare Paratetide, un mare interno derivato dall’oceano Tetide. Durante l’esplorazione è possibile imbattersi perfino in denti di squalo, testimonianza della vita acquatica che un tempo prosperava in queste acque. Al calar del sole si scende sul fondo del lago salato per una suggestiva passeggiata, prima di trascorrere la notte nel campo tendato. Il tragitto odierno ammonta a circa 152 km.
Tuzbair, Beket Ata, Boszhyra
La prima tappa della giornata è dedicata al sito spirituale più importante del Mangystau: il santuario sotterraneo di Beket Ata. Un sentiero panoramico di 2 km, con circa 800 scalini e un dislivello di 150 metri, conduce al santuario, regalando scorci suggestivi lungo il percorso. Dopo la visita, ci si ferma per un tè e un pranzo semplice presso la casa dei pellegrini posta all’imbocco del sentiero, in un ambiente autentico e ricco di spiritualità. Nel pomeriggio, il percorso continua verso una delle meraviglie più sorprendenti del Mangystau: la valle di Boszhyra, parte dell'altopiano di Ustyurt. Qui la natura ha dato vita a un paesaggio da sogno, dominato da canyon, pinnacoli, torri bianche e forme che cambiano aspetto a seconda della luce e del punto di vista. Il tutto è avvolto dal silenzio, rotto solo dal vento che sembra essere l’unico guardiano di questo luogo incantato. Il campo tendato viene montato in una zona riparata e si trascorre la notte immersi nella quiete, sotto un cielo limpido e colmo di stelle. La lunghezza del percorso di oggi è circa 160 km.
Boszhyra, Kyzylkup
Si inizia la giornata con una breve passeggiata in un canyon, antico letto fluviale, scolpito nel calcare e nell’argilla, dove ora nidificano le aquile. Si continua l’esplorazione della zona con un’altra passeggiata, questa volta di circa 3 km, che richiede un paio d’ore includendo le soste, attraverso uno dei luoghi più affascinanti dell’intera zona: il sentiero pianeggiante che sovrasta la valle di Boszhyra. Questi scenari mozzafiato e surreali vengono spesso paragonati a paesaggi extraterrestri, come quelli di Marte o della Luna. Dopo aver ripreso le auto, si effettua una sosta presso la montagna di Bokty, la cui forma varia a seconda del punto di osservazione e che è raffigurata anche sulla banconota da 1000 tenge. Si prosegue poi verso le colline colorate di Kyzylkup, chiamate anche “Tiramisù” per le loro stratificazioni bianche, rosse e marroni che ricordano il dolce tiramisù. Chi lo desidera può salire in cima alle creste Kyzylkup, ammirando l’incredibile paesaggio dall’alto. Al tramonto, tra calde sfumature di luce, il campo viene sistemato su un’altura, offrendo uno scenario di rara bellezza. Il percorso della giornata prevede circa 170 km di auto.
Kyzylkup, Zhanaozen, Karagie, Aktau
Lasciato il campo ci si mette in viaggio verso Aktau. Durante il tragitto è prevista una breve sosta nei pressi della città di Zhanaozen, cuore dell’industria petrolifera kazaka, caratterizzata da un paesaggio punteggiato da innumerevoli pompe di estrazione. Successivamente si effettua un’altra tappa per osservare la depressione di Karagie, una delle più profonde al mondo, situata a 132 metri sotto il livello del mare, il punto più basso dell’Asia Centrale. Lungo la strada si sosta inoltre presso una piccola fattoria dove pastori locali allevano capre e dove il cibo racconta la cultura e le tradizioni del luogo attraverso una degustazione di formaggi artigianali, vini e specialità tipiche. L’arrivo ad Aktau è previsto nel tardo pomeriggio e si pernotta nello stesso hotel usato all’inizio del viaggio. Si conclude la giornata con una cena a buffet, occasione per celebrare i momenti vissuti e le emozioni condivise durante il viaggio. La tappa di oggi è di circa 270 km.
volo di rientro
I voli per l’Italia partono al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.







