KIRGHIZISTAN
nomad games
con Stefano BerraIl Kirghizistan è un Paese di grandi spazi e antiche tradizioni. Qui, ogni paesaggio racconta storie di guerrieri, pastori e polverose carovane che hanno attraversato queste terre per secoli, seguendo il ritmo antico dei popoli nomadi. Valli incontaminate, grandi laghi, gole rosse scolpite dal vento e praterie infinite accolgono chi cerca un’esperienza autentica, dove natura, cultura e ospitalità si intrecciano in un equilibrio sorprendente. Al centro del viaggio c’è la partecipazione ai Nomad Games, il grande festival internazionale che celebra la cultura, le tradizioni e lo spirito dei popoli nomadi dell’Asia Centrale. Questo evento unico unisce competizioni sportive tradizionali — dalle corse a cavallo al celebre Kok Boru, il gioco della capra — a tiro con l’arco, lotta e dimostrazioni di falconeria, accompagnate da rievocazioni storiche, musica, danze e artigianato locale. Ogni gesto, ogni movimento, ogni costume racconta secoli di storia, offrendo un’immersione completa nello spirito della steppa e trasmettendo i valori di coraggio, abilità e ospitalità che da sempre caratterizzano i nomadi kirghisi. Tra musiche, danze e rievocazioni, i Nomad Games diventano un ponte tra passato e presente, un’esperienza da vivere a pieno, tra l’adrenalina degli sport tradizionali e la poesia dei paesaggi circostanti. Si assiste all’apertura dei giochi presso la capitale Bishkek, per poi proseguire nei due principali luoghi di svolgimento, con due intere giornate dedicate alle competizioni: una a Cholpon Ata e l’altra nei pascoli di Kyrchyn, dove sono allestite oltre 300 yurte. Oltre alle giornate dedicate ai Nomad Games, il viaggio prevede la scoperta di Karakol, con la suggestiva Moschea Dungana e la splendida Cattedrale Ortodossa. Si prosegue con un’escursione nella gola di Jety Oghuz e nella Valle delle Fiabe, con pernottamento in yurte a Tong sulle rive del lago Issyk-Kul. L’itinerario prosegue tra natura e panorami mozzafiato: dal Canyon Ak-Say al lago Son-Kul, dove si pernotta nelle yurte sulle sue rive e si assiste a una partita di Kok Boru, per un’immersione totale nella tradizione nomade. Il viaggio si conclude con l’escursione nel Parco Nazionale Ala Archa, tra cime innevate e valli alpine, lasciando un ricordo indelebile di paesaggi unici e autentici. Un’esperienza che resta nel cuore, dove il ritmo antico dei nomadi incontra la bellezza selvaggia delle montagne e dei laghi dell’Asia Centrale. Accompagna il viaggio Stefano Berra fondatore di Piste Nomadi, che ha già visitato più volte il paese, con l’ausilio di Angela, referente locale ed esperta guida parlante italiano. Previsto un massimo di 12 viaggiatori.
day by day
partenza per Bishkek
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Bishkek
L’arrivo a Bishkek è solitamente nelle prime ore del mattino; qui è in attesa il corrispondente locale di Piste Nomadi e ci si trasferisce presso il Plaza Hotel o similare, dove si avranno subito le camere a disposizione per un po’ di riposo. Si inizia la scoperta della capitale partendo da Piazza Ala-Too, il cuore pulsante di Bishkek, simbolo perfetto dell’incontro tra storia e modernità. Da qui, una piacevole passeggiata conduce all’Oak Park, uno dei luoghi più amati dagli abitanti, dove arte e natura si fondono in un equilibrio armonioso. Lungo il percorso si incontrano alcuni tra i principali punti di interesse storico e culturale della città: il monumento a Stalin, la vecchia chiesa ortodossa di epoca zarista e l’obelisco ai caduti della guerra. Si sosta inoltre presso il Teatro di arte drammatica, il Teatro dell’Opera e del Balletto e la Biblioteca Comunale, veri e propri simboli del ricco patrimonio culturale di Bishkek. La giornata prosegue con una suggestiva immersione nei colori, nei profumi e nell’energia del celebre Osh Bazar, il grande mercato cittadino. Qui si potranno ammirare le creazioni degli abili artigiani locali e lasciarsi avvolgere dall’atmosfera vivace e autentica di un luogo profondamente radicato nella tradizione. Nel tardo pomeriggio è prevista la cerimonia di inaugurazione dei Nomad Games. Poiché al momento della stesura del programma l’orario esatto non è ancora confermato, qualora l’evento dovesse essere anticipato al primo pomeriggio, alcune visite della città verranno spostate all’ultimo giorno, in occasione del rientro in città.
Bishkek – Burana – Cholpon Ata
Si lascia Bishkek percorrendo la strada in direzione est per raggiungere, dopo circa un’ora e mezza di viaggio (circa 72 km), la Torre di Burana, risalente al XII secolo. Considerata uno dei simboli del Paese, la torre è ritenuta dagli studiosi un antico minareto, sul quale è ancora oggi possibile salire per ammirare il panorama circostante. Nei pressi della torre si trova un parco che ospita numerosi Balbali, antiche stele funerarie monolitiche in pietra che i popoli nomadi scolpivano per onorare e ricordare i membri più illustri delle loro comunità. Le pietre raffigurano in modo un po' rozzo principalmente uomini (ma sono state trovate anche figure femminili) che reggono una sorta di piatto o coppa e con appeso alla cintura una spada o un pugnale. Una probabile interpretazione di questi simboli suggerisce che un guerriero con in mano una coppa è l'emblema della fedeltà al sovrano, mentre la spada simboleggia un guerriero o un uomo con un grande potere, come un capo tribù, un sovrano o anche uno sciamano. Sebbene la maggior parte delle pietre fu scolpita in modo primitivo e grossolano, rivelano espressioni facciali molto diverse tra loro. Terminata la visita, si prosegue in direzione est per raggiungere, dopo circa tre ore e mezza di viaggio (214 km), Cholpon Ata. Il percorso segue la sponda settentrionale del grande lago Issyk-Kul, un suggestivo specchio d’acqua lungo circa 170 km e largo 70. Si tratta di un bacino endoreico, privo di emissari, che grazie al suo contenuto salino e alle sorgenti termali non ghiaccia mai, neppure durante i mesi invernali. È situato tra due grandi catene di monti, propaggini del Tien Shan, i Kungey Ala-Too a nord, che delineano il confine col Kazakistan, ed i Terskey Ala-Too a sud, dove si trovano diversi sentieri per il trekking. Questo scenario si ritrova in molti racconti di scrittori kirghizi (tra i più conosciuti: “Il battello bianco” di Čyngyz Ajtmatov). Giunti a destinazione ci si imbarca per un breve giro in barca sul lago, ammirando i panorami che circondano le sue calme acque. Al rientro sulla terraferma, ci si sposta poco distante per visitare un parco che ospita interessanti petroglifi ed alcuni Balbali. Il pernottamento è previsto presso il Karven Four Season, resort in posizione scenografica su uno dei laghi più belli dell’Asia centrale.
Cholpon Ata (Nomad Games)
La giornata è dedicata ai Nomad Games, il grande evento internazionale che celebra la cultura, le tradizioni e lo spirito dei popoli nomadi. I primi Giochi si sono svolti a Cholpon Ata nel 2014, con l’obiettivo di valorizzare le tradizioni sportive ed etniche della steppa. Da allora l’evento è cresciuto in termini di scala, partecipazione e rilevanza internazionale, diventando un importante strumento di promozione culturale della civiltà nomade, e si è progressivamente spostato nei paesi limitrofi; nel 2024, ad esempio, si è tenuto in Kazakistan. All’ippodromo di Cholpon Ata si possono osservare varie competizioni tradizionali, tra cui le corse a cavallo e il Kok Boru — noto anche come “Buzkashi” o “Kokpar”, che significa letteralmente “acchiappa la capra”. Questo gioco equestre tradizionale dell’Asia Centrale e Meridionale si svolge su un grande campo, dove due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra, cercando di portarla in un’area preassegnata. L’origine del Kok Boru risale ai tempi dell’invasione mongola, quando i prigionieri venivano posti al centro di una piana e i cavalieri che riuscivano ad afferrarli si aggiudicavano il prigioniero stesso, trasformando così il gioco in un vivido richiamo alle epopee dei popoli nomadi. Si possono inoltre osservare la lotta tradizionale, il tiro con l’arco e le dimostrazioni di falconeria, testimonianza del legame millenario tra uomo e natura. L’evento è accompagnato da musica, danze, costumi e performance culturali, offrendo una completa immersione nelle usanze, nei colori e nelle leggende dei popoli della steppa. I Nomad Games rappresentano così una sintesi tra le antiche tradizioni e l’identità dei popoli nomadi contemporanei. In base allo svolgimento dei giochi, si deciderà se terminare la giornata a Cholpon Ata o proseguire nel pomeriggio verso Kyrchyn, sede anch’esso delle competizioni (vedi giornata successiva). Al termine della giornata si fa ritorno al resort per un meritato momento di riposo.
Cholpon Ata – Nomad Games – Karakol
La giornata inizia con uno spostamento verso est, entrando nelle montagne a nord del lago Issyk-Kul per raggiungere i pascoli di Kyrchyn, dove sono allestite oltre 300 yurte — le tradizionali abitazioni mobili kirghise — a formare il campo scenografico dei Giochi Nomadi, che ospita alcune delle competizioni più suggestive del festival. All’ingresso del villaggio si viene accolti da uomini e donne in costumi tradizionali, in un’atmosfera vivace e autentica. Fin dai primi passi si respira un clima festoso: tra musica, danze e rievocazioni, è possibile immergersi nella cultura dei popoli nomadi, scoprendo usanze, tradizioni e arti popolari kirghise. La giornata continua con la visita ai giochi, piacevoli passeggiate tra le yurte, la degustazione del tè locale, momenti fotografici con i nomadi in abiti tradizionali e l’occasione di vivere la rinomata ospitalità kirghisa. Verso sera si lascia la valle e, dopo circa due ore di viaggio (114 km), si raggiunge la cittadina di Karakol, situata nella parte orientale del lago Issyk-Kul. Pur essendo la quarta città più grande del Kirghizistan, Karakol conserva l’atmosfera di un piccolo villaggio, con stradine tranquille, case in legno e un ritmo di vita lento. La giornata si conclude con una cena in un ristorante locale, con piatti tipici della cucina del luogo, influenzata dalle tradizioni kirghise, dungane e uigure. Pernottamento presso l’Hotel 78 Karakol o struttura similare.
Karakol – Jety Oghuz – Canyon Skazka – Tong
Si inizia la giornata con la scoperta di Karakol partendo dalla Moschea Dungana, edificata all’inizio del XX secolo senza l’impiego di chiodi e interamente in legno. Lo stile architettonico, che richiama una pagoda cinese, testimonia l’influenza culturale dei Dungani, minoranza di origine cinese musulmana, di lingua cinese e fede islamica. A seguire, visita della Cattedrale Ortodossa della Santissima Trinità, splendido edificio in legno del XIX secolo, impreziosito da icone e affreschi di grande valore artistico. Al termine, partenza in direzione della gola di Jety Oghuz (circa 30 minuti di auto), una delle valli più suggestive del Kirghizistan, celebre per le imponenti formazioni rocciose di colore rosso intenso. All’ingresso della gola si trova la celebre “Roccia del Cuore Spezzato”, legata a una romantica leggenda locale. È prevista una piacevole passeggiata immersa nella natura, della durata di circa 20 minuti in salita e altrettanti in discesa. Il percorso prosegue poi verso ovest costeggiando il lago Issyk-Kul, fino a raggiungere dopo circa un’ora e mezza di viaggio (84 km) la Valle di Skazka, nota come la “Valle delle Fiabe”. Durante una semplice passeggiata di circa due ore, si potranno ammirare formazioni rocciose dai colori vivaci e dalle forme sorprendenti, scolpite dal vento e dal tempo in torri, castelli e figure fiabesche. Pranzo in ristorante locale nei pressi del canyon. Nel pomeriggio, trasferimento verso il villaggio di Tong (circa 30 minuti, 28 km) per il pernottamento presso l’Elestet Yurt Camp, situato in posizione panoramica sulla sponda meridionale del lago. Il soggiorno prevede la sistemazione in moderne yurte, con possibilità di rilassarsi sulla spiaggia, fare il bagno nelle acque cristalline dell’Issyk-Kul e ammirare il tramonto sulle montagne.
Tong – Canyon Ak-Say – Kochkor – Lago Son-Kul
Si lascia il campo yurte in direzione ovest e, dopo circa 40 minuti di auto, si raggiunge il maestoso Canyon Ak-Say, una delle gemme nascoste del lago Issyk-Kul. Qui è prevista una passeggiata di circa un’ora, con una salita dolce e graduale, adatta a tutti, che conduce a un punto panoramico da cui si apre una vista spettacolare sulle formazioni rocciose dalle sfumature rosse e dorate. Il sito è ideale per scattare fotografie e immergersi nel silenzio maestoso della natura kirghisa. Riprese le auto, si prosegue verso ovest fino a Kochkor, dove è previsto il pranzo presso una famiglia locale. Terminato il pasto, il viaggio prosegue in direzione sud-ovest verso gli altopiani, fino a raggiungere dopo circa tre ore di auto le alte praterie del bacino del Son-Kul (3.016 m), uno dei luoghi più suggestivi e spirituali del Paese. Circondato da vaste praterie e mandrie al pascolo, il lago incanta per i suoi riflessi turchesi e la sensazione di pace assoluta. Questo lago (270 km²) è al centro di una regione utilizzata per la transumanza estiva. Il pernottamento avviene presso il Bayish Yurt Camp, tradizionale campo di yurte utilizzato dai kirghisi durante i mesi estivi. Giunti al campo, il tempo scorre lentamente: è possibile rilassarsi con una tazza di tè caldo sulle rive del lago, oppure esplorare i dintorni con una passeggiata lungo la riva o raggiungere, con una camminata di circa mezz’ora, un sito dove si ammirano antichi petroglifi. In alternativa, è disponibile il noleggio di cavalli per escursioni tra i panorami circostanti. La notte trascorsa al campo è un’esperienza speciale: come i nomadi, si dorme nelle accoglienti yurte ai bordi del lago, sovrastati da un grandioso cielo stellato.
Lago Son-Kul – Bishkek
Al mattino è prevista un’esperienza unica nel cuore della tradizione nomade kirghisa: assistere a una partita di Kok Boru, il celebre gioco equestre nazionale, già visto durante i Nomad Games, ma questa volta sulle rive del grande lago, immersi in un paesaggio unico e suggestivo, che riporta indietro ai tempi antichi. Lasciato il lago, inizia il rientro verso nord in direzione di Bishkek, attraversando paesaggi suggestivi tra montagne, pascoli e piccoli villaggi. Il percorso di circa 300 km richiede circa 6 ore di auto, durante le quali è possibile ammirare le ampie vallate e la vita rurale kirghisa, fare soste per sgranchirsi le gambe, scattare fotografie o concedersi una pausa. Giunti in capitale, si soggiorna presso lo stesso hotel utilizzato all’arrivo.
Bishkek – Parco Nazionale Ala Archa – Bishkek
Oggi è l’ultimo giorno del viaggio e al mattino si effettua una piacevole escursione nel Parco Nazionale Ala Archa (30 minuti a sud della capitale). È prevista una passeggiata attraverso la gola, che permette di ammirare paesaggi alpini mozzafiato. Con oltre 50 cime, Ala Archa rappresenta uno spettacolo della natura montana selvaggia, tra cime innevate, torrenti impetuosi, prati alpini e fitte pinete, ideale per rilassarsi e immergersi nella natura. Si percorre un breve tratto del cosiddetto sentiero fluviale, accompagnati dal suono dell’acqua che scorre. L’escursione offre un’ultima occasione per lasciarsi incantare dalle bellezze naturali del paese prima del rientro in Italia il giorno seguente. Al termine, si rientra in città. Eventuali visite non effettuate il primo giorno saranno recuperate. Segue tempo libero per una piacevole passeggiata nel cuore della città, resa facile dalla posizione centrale dell’hotel. La giornata, e con essa il viaggio, si conclude in uno dei migliori ristoranti di Bishkek, dove sarà possibile degustare le specialità tipiche della cucina kirghisa, accompagnate dalla calorosa ospitalità che caratterizza questa terra.
volo di rientro
I voli per l’Italia partono al mattino e gli arrivi presso gli aeroporti italiani sono previsti in giornata.







