GHANA TOGO BENIN
spiriti ancestrali
con Massimo BicciatoUn viaggio alla scoperta di antichi mondi tribali ancora governati da capi tradizionali e da spiriti ancestrali. Lungo la costa, nel cuore delle tradizioni originali del Vudù, ne incontreremo gli adepti, assisteremo a danze di trance e scopriremo l’influenza duratura di questa religione sulla vita quotidiana. Ci avventureremo nell’entroterra, in un territorio di savana, incontreremo il popolo Kabye che vive su montagne rocciose; visiteremo i Tamberma con i loro fiabeschi castelli di argilla e infine ci immergeremo nel regno Ashanti, situato sulle lussureggianti foreste intorno a Kumasi.
Il nostro viaggio si concluderà esplorando l’ex Gold Coast, che ospita i più grandi e antichi castelli di matrice europea in Africa, testimoni silenziosi di secoli di commercio dell’oro e degli schiavi.
Questo è l’unico modo per scoprire il ricco patrimonio dell’Africa occidentale: le sue tribù, i suoi regni, i festival, le danze di maschere sacre e le cerimonie tradizionali. Un’esperienza unica per chi vuole conoscere il cuore pulsante dell’Africa tribale e dei suoi spiriti ancestrali
day by day
volo aereo Italia - Accra
Partenza dall’Italia
Accra (GHANA)
Arrivo ad Accra trasferimento in hotel. Mattina per riposare. In tarda mattinata usciamo a fare un giro della città. Accra, la capitale del Ghana, ha mantenuto la sua identità nonostante il rapido sviluppo degli ultimi decenni, con i suoi edifici moderni e i grandi viali. La rigogliosa area amministrativa, punteggiata da eleganti ville costruite nella prima metà del XIX secolo, ci ricorda che il Ghana era la colonia più fiorente dell'Africa. Esploreremo il quartiere storico di James Town, abitato dai Ga. Di fronte all'Oceano si svolge la vita dei nativi: un villaggio circondato dalla città! Qui tutte le attività economiche seguono regole molto diverse da quelle che governano “la city” (area commerciale), a poche centinaia di metri di distanza. Proseguiamo con la visita all'interessante Museo Nazionale recentemente rinnovato e a un atelier specializzato in “bare fantasy”. Queste bare artigianali, uniche nel loro genere, possono rispecchiare qualsiasi forma: frutta, animali, pesci, automobili, aerei. L'unico limite è l'immaginazione! Iniziati ad Accra, questi sgargianti modelli di bare sono ormai collezionati in tutto il mondo ed esposti nei musei come arte contemporanea africana.
Pernottamento Hotel La villa Boutique
Pasti B - D
da Accra ad Elmina (GHANA)
(155 km - tempo di percorrenza 4 ore)
Partenza da Accra in direzione di Elmina, strada facendo scopriremo i Posuban: colorati santuari delle compagnie Asafo con molteplici statue a grandezza naturale, dove i guerrieri Asafo versano ancora libagioni. Gli Asafo sono gruppi di guerrieri delle tribù Fanti, attivi durante la tratta degli schiavi, che esistono ancora con la regola di prendersi cura e proteggere le loro città e villaggi.
Il litorale del Ghana conta più di 50 antiche fortezze e castelli, che ricordano l'antico commercio di oro, avorio e schiavi. L'antico nome del Ghana era Costa d'Oro ed è tuttora il più grande produttore d'oro dell'Africa. Raggiungiamo il Castello di Elmina (Sao Jorge da Mina), il più grande ed antico edificio europeo in Africa, eretto dai portoghesi nel 1482. In tempi diversi, il castello è stato utilizzato come magazzino per il commercio dell'oro, dell'avorio e infine degli schiavi. Il castello che visitiamo oggi è il risultato di successivi lavori di ampliamento ed è riconosciuto come patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Di fronte al castello c'è un porto di pesca tradizionale con centinaia di grandi imbarcazioni colorate da pesca: ogni giorno queste grandi piroghe di legno condotte da abili pescatori attraversano le forti onde e correnti dell'oceano, “lottando” per guadagnarsi da vivere. Ci imbarcheremo per scoprire il porto di pesca dall'interno e sfiorare l'oceano in una navigazione inedita e spettacolare.
Pernottamento Golden Hill Parker hotel o similare
Pasti B – L – D
da Elmina a Kumasi (GHANA)
200 km - tempo di percorrenza 5 ore
Pochi chilometri a nord della costa, nel bel mezzo della foresta pluviale, scopriremo il Parco Nazionale di Kakum. Questo parco offre l'opportunità unica di osservare la foresta dall'alto, poiché Kakum dispone di una passerella appesa in alto tra gli alberi, chiamata tecnicamente “canopy”, è uno dei ponti sospesi di corda più lunghi e più alto del mondo. Camminando a un'altezza compresa tra 30 e 40 metri dal suolo, si gode di un'incredibile vista sulla foresta pluviale. A questa altezza, invece di rivelare i loro tronchi, gli alberi offrono una vista mozzafiato della loro chioma. Proseguimento poi per Kumasi. Nel pomeriggio, parteciperemo - se disponibili - a un funerale tradizionale Ashanti. I partecipanti indossano splendide toghe rosse o nere. Diciamo “funerale” ma l’evento ha piuttosto l’aria di una celebrazione “festosa”. Grazie a questa cerimonia, lo spirito del defunto raggiunge il mondo degli antenati e proteggerà la sua famiglia. Parenti e amici si riuniscono, socializzano e celebrano la sua memoria. Il capo del quartiere arriva circondato dalla sua corte all'ombra di un grande parasole, mentre i tamburi danno il ritmo alle danzatrici i cui intricati movimenti sono altamente simbolici per i significati bellici ed erotici. Raggiungeremo poi l'hotel.
È sabato sera. Kumasi è una città vivace. Al ristorante dell'hotel ci sarà una band. Abbiamo anche la possibilità, dopo cena, di sperimentare la vita notturna e la musica locale in città.
Pernottamento Miklin Hotel o simili
Pasti B – L – D
Kumasi (GHANA)
Kumasi è la capitale storica e spirituale dell'antico Regno Ashanti, che è stato uno dei più potenti dell'Africa. Il tributo pagato oggi all'Asantehene (Re) è la migliore testimonianza dello splendore e della forza del passato e dell'orgoglio Ashanti ancora così forte. Con quasi due milioni di abitanti, Kumasi è una città tentacolare con un mercato centrale unico, uno dei più grandi dell'Africa. Qui si trovano tutti i tipi di artigianato ashanti (articoli in pelle, ceramiche, perline, tessuti chiamati Kente, ecc.) e quasi tutti i tipi di frutta e verdura tropicale. In mattinata proseguiremo la visita di Kumasi al Centro Culturale Ashanti: una ricca collezione di manufatti Ashanti ospitata in una splendida riproduzione di una casa Ashanti e visita al Museo del Palazzo Reale che ospita una collezione unica di gioielli in oro indossati dalla corte Ashanti. Parteciperemo anche al Festival dell’Akwasidae. Nel pomeriggio visita ad alcuni villaggi Ashanti, dediti alla produzione di tessuti tradizionali come l'Adrinkra, stampato a mano con simboli tradizionali.
Pernottamento Miklin Hotel o simili
Pasti B – L – D
da Kumasi a Koforidua (GHANA)
200 km - tempo di percorrenza 4h30
Una strada spettacolare tra foreste tropicali lussureggianti in un paesaggio di montagne e colline ci porterà alla colorata città di Koforidua. Raggiungeremo la tribù dei Krobo, nota per le sue perline di vetro. I Krobo le producono e indossano per cerimonie e per scopi estetici. Visiteremo una comunità artigianale di produttori di perline e sperimenteremo il loro processo di creazione. Gli artigiani producono perline seguendo la stessa tecnica tradizionale che dura da secoli. Utilizzano pezzi di vetro che vengono macinati in una polvere fine. La polvere di vetro viene poi meticolosamente modellata e inserita in stampi di argilla fatti a mano e ricoperti di caolino. Le perline vengono fuse e poi decorate, lavate e infilate.
Pernottamento New Capital View o similare
Pasti B – L – D
da Koforidua a Kpalime (GHANA - TOGO)
190 km - tempo di percorrenza 5 ore
Ci dirigeremo verso il confine con il Togo. Arriviamo nella regione di Kpalime, una città dal ricco passato coloniale, che oggi è un importante mercato per il commercio del cacao e del caffè. Passeggiata sulle colline che circondano Kpalime, attraverso villaggi e fattorie. Sotto la guida di un locale impareremo le principali piante utilizzate nell'erboristeria tradizionale africana.
Pernottamento Hotel Residence Parc o Jess hotel
Pasti B – L – D
da Kpalime a Sokodé (TOGO)
280 km - tempo di percorrenza 5 ore
Partenza di primo mattino con una sosta ad Atakpame, una tipica cittadina africana costruita su colline dove si trovano tutti i prodotti provenienti dalle vicine foreste. Grazie al loro abile lavoro su piccoli telai, gli uomini della regione realizzano grandi tessuti “kente” dai colori vivaci. Arrivo a Sokode, abitata dai gruppi etnici Kotokoli e Tem. Dopo cena, in serata, si raggiungono i villaggi della tribù Tem per scoprire la danza del fuoco. Al centro del villaggio un grande fuoco illumina la sagoma dei partecipanti. Essi danzano al ritmo ipnotico dei tamburi, saltando poi tra le braci incandescenti, raccogliendo carboni ardenti, passandoli sul corpo e persino mettendoli in bocca per masticarli e ingoiarli. Tutto questo senza bruciarsi o mostrare alcun segno di dolore. È una questione di coraggio? Di autosuggestione? Forse sono davvero i feticci a proteggerli dal fuoco?
Pernottamento Hotel Solim
Pasti B – L – D
da Sokode a Kara (TOGO)
80 km - tempo di percorrenza 3 ore
La cavalleria era l'organizzazione militare con cui in passato i Kotocoli, tribù islamizzata proveniente dal nord, imponevano il loro potere. Ancora oggi, i cavalieri Kotocoli portano avanti la tradizione dell'equitazione e della “Fantasia”, insegnata loro secoli fa dagli arabi nordafricani. Un evento spettacolare in cui i cavalieri Kotocoli mostrano una raffinata maestria nell'arte dell'equitazione. In una surreale atmosfera medievale, guerrieri in costumi tradizionali montano cavalli con bardature colorate, per farli danzare al ritmo dei tamburi e lanciarli in galoppate sfrenate. Guidando tra le montagne incontreremo l'etnia Kabye. Le abitazioni Kabye, chiamate “soukala”, sono composte da diverse capanne di argilla unite da un muro. Ogni abitazione è di proprietà di una famiglia patriarcale. Nei villaggi situati in cima alle montagne, le donne fanno vasi utilizzando una tecnica ancestrale senza tornio, mentre gli uomini sono fabbri: lavorano ancora il ferro con pietre pesanti, invece che con martelli e incudini, come nei primi tempi dell'Età del Ferro.
Pernottamenti Lumen Valley o Hotel Kara
Pasti B - L - D
da Kara alla valle dei Tamberma e ritorno (TOGO)
180 km - tempo di percorrenza 2h + 2h
Opzionale e compresa: colazione con gli elefanti. Faremo colazione nel tipico bush africano: due giovani elefanti femmina verranno a farci visita e a godersi la colazione con noi. Questi due elefanti sono stati salvati dai bracconieri che hanno ucciso la loro madre quando erano cuccioli. Sono stati adottati dal villaggio che ha instaurato con loro un rapporto di amicizia. Vivono vicino all'insediamento umano, liberi di andarsene in qualsiasi momento. Finora hanno deciso di rimanere nell'area e di fare colazione con i visitatori. Una pista ci porterà a esplorare le remote valli dei Tamberma. Nel corso dei secoli i Tamberma, per motivi di autodifesa, si sono rifugiati nella regione montuosa dell'Atakora. Un ambiente di difficile accesso dove, grazie alle abitazioni fortificate, gli abitanti potevano sfuggire agli attacchi dei mercanti di schiavi provenienti dalle savane settentrionali islamizzate. Secondo gli antropologi, le loro origini sono vicine al popolo Dogon del Mali, con cui condividono un'assoluta fedeltà alle loro tradizioni animiste. Le loro forti credenze sono confermate dalla presenza di grandi santuari di forma fallica, che proteggono l'ingresso delle loro case. Queste abitazioni fortificate, dalla forma simile a piccoli castelli medievali, sono uno degli esempi più belli dell'antica architettura africana. Il loro stile colpì Le Corbusier, architetto svizzero d’avanguardia, che lo definì “architettura scultorea”. Infatti, le case in argilla sono costruite a mano, strato per strato, aggiungendo palle di fango rotonde e modellandole secondo la pianta della casa. Una sorta di gesto sensuale che mescola forza, cura e bellezza. In questa regione di confine tra Togo e Benin le persone che costruiscono queste case fortificate in argilla, dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 1998, appartengono all’etnia dei Tambermaribè. Ritorno nella nostra base nella regione di Kara.
Pernottamento Lumen Valley o Hotel Kara
Pasti B - L - D
da Kara a Dassa (TOGO - BENIN)
300 km - tempo di percorrenza 6 ore
Giornata di trasferimento verso sud. Attraversamento della frontiera con il Benin. Sua Maestà Atchiba II ci riceverà in un grande edificio rotondo: la sala del Consiglio degli Anziani. Il Re, seduto sul trono, sarà circondato dai suoi notabili in costume tradizionale. Sua Maestà governa le popolazioni Anii insediate tra la parte centrale del Benin e il Togo. Dopo il saluto tradizionale avremo il privilegio di chiedere informazioni sulle regole attuali del re, sull'origine degli Anii e sulla loro storia, direttamente al re e agli anziani.
Prima di raggiungere Dassa, breve sosta al santuario di Dankoli a Savalou. Nel tardo pomeriggio assistiamo alle maschere Egun. Rappresentano gli spiriti dei defunti e secondo la popolazione locale “sono” i defunti. Gli uomini che indossano le maschere Egun sono iniziati al culto. Vestiti con abiti multicolori e sgargianti, emergono dalla foresta e formano una processione attraverso i vicoli del villaggio, balzando verso ogni irriverente spettatore che osa avvicinarsi troppo. Nessuno vuole essere toccato da Egun perché viene dal '“un altro mondo”. Alcune persone toccate da Egun si accasciano immediatamente a terra, vengono trasportate nel convento dei feticci, ma fortunatamente si riprendono in fretta.
All'arrivo le maschere si esibiscono in una sorta di “corrida” caricando la folla, con l'obiettivo di creare paura e rispetto. (Se non riusciremo ad assistere alle maschere questo pomeriggio, le vedremo domattina)
Pernottamento Hotel Jeko o similare
Pasti B – L – D
da Dassa ad Abomey (BENIN)
150 Km, tempo di percorrenza 3h30
Partenza presto per una giornata ricca di autentiche esperienze culturali. La strada attraverserà un paesaggio di colline rocciose per raggiungere un accampamento Peul (chiamati anche Fulani) sono principalmente pastori. Gli uomini si spostano con le mandrie, mentre le donne si prendono cura dell'accampamento, mungono le mucche e producono il formaggio da vendere al mercato. I pastori Peul sono nomadi o semi-nomadi, famosi per la loro bellezza. I loro intriganti tatuaggi sul viso mandano messaggi a chi ne capisce il linguaggio simbolico; i bellissimi corpi snelli, che sorvegliano le loro mandrie, si ergono come un puntino all'orizzonte; gli occhi luminosi e capaci di contenere tanti paesaggi contemplati durante le loro migrazioni per trovare pascoli. La loro bellezza è proporzionale alla loro lentezza. Figure misteriose: sembrano essere più lenti di tutti e allo stesso tempo si muovono più di tutti. Ecco il mistero di un popolo che ha imparato a domare il tempo e lo spazio, la storia e la geografia. I Peul sono la principale tribù della savana settentrionale africana fino ai margini del Sahara (il Sahel). Il loro territorio va dall'Oceano Atlantico al Mar Rosso. Raggiunto un insediamento dove vivono le comunità Yoruba e Fon, assisteremo alle spettacolari danze delle maschere Gelede, una tipica maschera Yoruba dedicata alla Madre Terra. Viene celebrata da tutta la comunità per promuovere la fertilità delle persone e del suolo. Ogni maschera scolpita rappresenta un personaggio diverso; solo gli iniziati conoscono la vera natura e i segreti dei personaggi simbolici. Le maschere sono dipinte con colori vivaci e si muovono come marionette mentre raccontano miti e storie usando la mimica. È un evento educativo e allo stesso tempo molto divertente. La folla, entusiasta, ride e batte le mani mentre assiste all'esibizione. È un affascinante mix di teatro di strada e teatro magico. Arrivando in città si visitano le misteriose grotte appena scoperte, probabilmente scavate segretamente durante le molteplici guerre per la tratta degli schiavi tra Abomey e i regni vicini nel XVI secolo. Se riaperto, visita del Museo di Abomey o incontro con i fabbri tradizionali.
Pernottamento Hotel Tennesse o Bis Hotel
Pasti B – L – D
da Abomey a Ouidah (BENIN)
Pernottamento Hotel Casa del Papa o simile
Pasti B – L – D
170 km - tempo di percorrenza 2h30
Attraversiamo il lago Nokwe con una barca motorizzata per raggiungere Ganvie, il più grande e più bello villaggio africano su palafitte di tutta l'Africa. I circa 25.000 abitanti dell'etnia Tofinou costruiscono le loro capanne di legno su palafitte di tek. La pesca è la loro attività principale. La comunità di Ganvie è riuscita a preservare le sue tradizioni e il suo eco-sistema nonostante la lunga presenza umana in un ambiente chiuso. Il lago non è sovra sfruttato. La vita quotidiana si svolge nelle piroghe che adulti e bambini remano con facilità usando pagaie dai colori vivaci. A bordo di queste imbarcazioni, gli uomini pescano, le donne espongono le merci al “mercato galleggiante” e i bambini imparano a nuotare prima che a camminare.
Partenza per Ouidah, che fu conquistata dal Regno del Dahomey nel XVIII secolo e divenne uno dei principali porti di commercio degli schiavi. Oggi Ouidah vanta un'architettura afrobrasiliana unica e una cultura sincretica, in cui il Tempio dei Pitoni fronteggia la Cattedrale cattolica. L'atteggiamento rilassato della gente del posto si fonde armoniosamente con il fragore delle onde lontane e il ritmo dei tamburi: un'atmosfera senza tempo ben descritta da Bruce Chatwin nel suo libro “Il Viceré di Ouidah”. Visitiamo il Tempio dei Pitoni. Seguiamo la 'strada degli schiavi' fino alla spiaggia e alla ' Porta del non ritorno' dove gli schiavi venivano spediti nel 'nuovo mondo'. A Ouidah, l'esistenza di un culto vivo del pitone (Dangbe) - una particolare forma di vudù - è documentata dalla fine del XVII secolo.
Pernottamento Hotel Casa del Papa o simile
Pasti B – L – D
170 km - tempo di percorrenza 2h30
Attraversiamo il lago Nokwe con una barca motorizzata per raggiungere Ganvie, il più grande e più bello villaggio africano su palafitte di tutta l'Africa. I circa 25.000 abitanti dell'etnia Tofinou costruiscono le loro capanne di legno su palafitte di tek. La pesca è la loro attività principale. La comunità di Ganvie è riuscita a preservare le sue tradizioni e il suo eco-sistema nonostante la lunga presenza umana in un ambiente chiuso. Il lago non è sovra sfruttato. La vita quotidiana si svolge nelle piroghe che adulti e bambini remano con facilità usando pagaie dai colori vivaci. A bordo di queste imbarcazioni, gli uomini pescano, le donne espongono le merci al “mercato galleggiante” e i bambini imparano a nuotare prima che a camminare.
Partenza per Ouidah, che fu conquistata dal Regno del Dahomey nel XVIII secolo e divenne uno dei principali porti di commercio degli schiavi. Oggi Ouidah vanta un'architettura afrobrasiliana unica e una cultura sincretica, in cui il Tempio dei Pitoni fronteggia la Cattedrale cattolica. L'atteggiamento rilassato della gente del posto si fonde armoniosamente con il fragore delle onde lontane e il ritmo dei tamburi: un'atmosfera senza tempo ben descritta da Bruce Chatwin nel suo libro “Il Viceré di Ouidah”. Visitiamo il Tempio dei Pitoni. Seguiamo la 'strada degli schiavi' fino alla spiaggia e alla ' Porta del non ritorno' dove gli schiavi venivano spediti nel 'nuovo mondo'. A Ouidah, l'esistenza di un culto vivo del pitone (Dangbe) - una particolare forma di vudù - è documentata dalla fine del XVII secolo.
Pernottamento Hotel Casa del Papa o simile
Pasti B – L – D
Pernottamento Hotel Casa del Papa o simile
Pasti B – L – D
170 km - tempo di percorrenza 2h30
Attraversiamo il lago Nokwe con una barca motorizzata per raggiungere Ganvie, il più grande e più bello villaggio africano su palafitte di tutta l'Africa. I circa 25.000 abitanti dell'etnia Tofinou costruiscono le loro capanne di legno su palafitte di tek. La pesca è la loro attività principale. La comunità di Ganvie è riuscita a preservare le sue tradizioni e il suo eco-sistema nonostante la lunga presenza umana in un ambiente chiuso. Il lago non è sovra sfruttato. La vita quotidiana si svolge nelle piroghe che adulti e bambini remano con facilità usando pagaie dai colori vivaci. A bordo di queste imbarcazioni, gli uomini pescano, le donne espongono le merci al “mercato galleggiante” e i bambini imparano a nuotare prima che a camminare.
Partenza per Ouidah, che fu conquistata dal Regno del Dahomey nel XVIII secolo e divenne uno dei principali porti di commercio degli schiavi. Oggi Ouidah vanta un'architettura afrobrasiliana unica e una cultura sincretica, in cui il Tempio dei Pitoni fronteggia la Cattedrale cattolica. L'atteggiamento rilassato della gente del posto si fonde armoniosamente con il fragore delle onde lontane e il ritmo dei tamburi: un'atmosfera senza tempo ben descritta da Bruce Chatwin nel suo libro “Il Viceré di Ouidah”. Visitiamo il Tempio dei Pitoni. Seguiamo la 'strada degli schiavi' fino alla spiaggia e alla ' Porta del non ritorno' dove gli schiavi venivano spediti nel 'nuovo mondo'. A Ouidah, l'esistenza di un culto vivo del pitone (Dangbe) - una particolare forma di vudù - è documentata dalla fine del XVII secolo.
Pernottamento Hotel Casa del Papa o simile
Pasti B – L – D
Pernottamento Hotel Casa del Papa o simile
Pasti B – L – D
Pernottamento Hotel Casa del Papa o simile
Pasti B – L – D
170 km - tempo di percorrenza 2h30
Attraversiamo il lago Nokwe con una barca motorizzata per raggiungere Ganvie, il più grande e più bello villaggio africano su palafitte di tutta l'Africa. I circa 25.000 abitanti dell'etnia Tofinou costruiscono le loro capanne di legno su palafitte di tek. La pesca è la loro attività principale. La comunità di Ganvie è riuscita a preservare le sue tradizioni e il suo eco-sistema nonostante la lunga presenza umana in un ambiente chiuso. Il lago non è sovra sfruttato. La vita quotidiana si svolge nelle piroghe che adulti e bambini remano con facilità usando pagaie dai colori vivaci. A bordo di queste imbarcazioni, gli uomini pescano, le donne espongono le merci al “mercato galleggiante” e i bambini imparano a nuotare prima che a camminare.
Partenza per Ouidah, che fu conquistata dal Regno del Dahomey nel XVIII secolo e divenne uno dei principali porti di commercio degli schiavi. Oggi Ouidah vanta un'architettura afrobrasiliana unica e una cultura sincretica, in cui il Tempio dei Pitoni fronteggia la Cattedrale cattolica. L'atteggiamento rilassato della gente del posto si fonde armoniosamente con il fragore delle onde lontane e il ritmo dei tamburi: un'atmosfera senza tempo ben descritta da Bruce Chatwin nel suo libro “Il Viceré di Ouidah”. Visitiamo il Tempio dei Pitoni. Seguiamo la 'strada degli schiavi' fino alla spiaggia e alla ' Porta del non ritorno' dove gli schiavi venivano spediti nel 'nuovo mondo'. A Ouidah, l'esistenza di un culto vivo del pitone (Dangbe) - una particolare forma di vudù - è documentata dalla fine del XVII secolo.
Pernottamento Hotel Casa del Papa o simile
Pasti B – L – D
170 km - tempo di percorrenza 2h30
Attraversiamo il lago Nokwe con una barca motorizzata per raggiungere Ganvie, il più grande e più bello villaggio africano su palafitte di tutta l'Africa. I circa 25.000 abitanti dell'etnia Tofinou costruiscono le loro capanne di legno su palafitte di tek. La pesca è la loro attività principale. La comunità di Ganvie è riuscita a preservare le sue tradizioni e il suo eco-sistema nonostante la lunga presenza umana in un ambiente chiuso. Il lago non è sovra sfruttato. La vita quotidiana si svolge nelle piroghe che adulti e bambini remano con facilità usando pagaie dai colori vivaci. A bordo di queste imbarcazioni, gli uomini pescano, le donne espongono le merci al “mercato galleggiante” e i bambini imparano a nuotare prima che a camminare.
Partenza per Ouidah, che fu conquistata dal Regno del Dahomey nel XVIII secolo e divenne uno dei principali porti di commercio degli schiavi. Oggi Ouidah vanta un'architettura afrobrasiliana unica e una cultura sincretica, in cui il Tempio dei Pitoni fronteggia la Cattedrale cattolica. L'atteggiamento rilassato della gente del posto si fonde armoniosamente con il fragore delle onde lontane e il ritmo dei tamburi: un'atmosfera senza tempo ben descritta da Bruce Chatwin nel suo libro “Il Viceré di Ouidah”. Visitiamo il Tempio dei Pitoni. Seguiamo la 'strada degli schiavi' fino alla spiaggia e alla ' Porta del non ritorno' dove gli schiavi venivano spediti nel 'nuovo mondo'. A Ouidah, l'esistenza di un culto vivo del pitone (Dangbe) - una particolare forma di vudù - è documentata dalla fine del XVII secolo.
Pernottamento Hotel Casa del Papa o simile
Pasti B – L – D
Pernottamento Hotel Casa del Papa o simile
Pasti B – L – D
170 km - tempo di percorrenza 2h30
Attraversiamo il lago Nokwe con una barca motorizzata per raggiungere Ganvie, il più grande e più bello villaggio africano su palafitte di tutta l'Africa. I circa 25.000 abitanti dell'etnia Tofinou costruiscono le loro capanne di legno su palafitte di tek. La pesca è la loro attività principale. La comunità di Ganvie è riuscita a preservare le sue tradizioni e il suo eco-sistema nonostante la lunga presenza umana in un ambiente chiuso. Il lago non è sovra sfruttato. La vita quotidiana si svolge nelle piroghe che adulti e bambini remano con facilità usando pagaie dai colori vivaci. A bordo di queste imbarcazioni, gli uomini pescano, le donne espongono le merci al “mercato galleggiante” e i bambini imparano a nuotare prima che a camminare.
Partenza per Ouidah, che fu conquistata dal Regno del Dahomey nel XVIII secolo e divenne uno dei principali porti di commercio degli schiavi. Oggi Ouidah vanta un'architettura afrobrasiliana unica e una cultura sincretica, in cui il Tempio dei Pitoni fronteggia la Cattedrale cattolica. L'atteggiamento rilassato della gente del posto si fonde armoniosamente con il fragore delle onde lontane e il ritmo dei tamburi: un'atmosfera senza tempo ben descritta da Bruce Chatwin nel suo libro “Il Viceré di Ouidah”. Visitiamo il Tempio dei Pitoni. Seguiamo la 'strada degli schiavi' fino alla spiaggia e alla ' Porta del non ritorno' dove gli schiavi venivano spediti nel 'nuovo mondo'. A Ouidah, l'esistenza di un culto vivo del pitone (Dangbe) - una particolare forma di vudù - è documentata dalla fine del XVII secolo.
Pernottamento Hotel Casa del Papa o simile
Pasti B – L – D
da Ouidah ad Agbodrafo (BENIN - TOGO)
70 km - tempo di percorrenza 2 ore
In un piccolo villaggio, assisteremo alle danze delle maschere Zangbeto della cultura Fon. Queste maschere ricoperte di paglia rappresentano gli spiriti selvaggi. Chi le indossa fa parte di una società segreta la cui identità è sconosciuta agli estranei. Si muovono, girando su sé stesse e simboleggiando così la pulizia spirituale del villaggio. L'apparizione di Zangbeto è una festa importante per il villaggio. La sua esibizione garantisce protezione contro gli spiriti maligni e le persone malintenzionate. A volte, durante le danze sono compiuti dei “miracoli” che dimostrano i poteri magici della maschera. Passaggio di frontiera del Togo ( Save Kodji / Hilla Kodji). In un insediamento nascosto nella savana, assisteremo a una cerimonia Vudù: il ritmo frenetico dei tamburi e i canti degli adepti richiamano gli spiriti che si impossessano di alcuni danzatori. Questi cadono in una trance profonda: occhi che si rovesciano all'indietro, smorfie, convulsioni, insensibilità al fuoco o al dolore. Sakpata, Heviesso, Mami Water sono solo alcune delle divinità vudù che possono manifestarsi. In questo piccolo villaggio, circondati dall'atmosfera magica della cerimonia, capiremo finalmente cosa intende la gente quando dice: “Nelle vostre chiese voi pregate Dio; nei nostri santuari vudù noi diventiamo Dei!”.
Ritorno al nostro confortevole hotel affacciato sul lago Togo.
Pernottamento Hotel du Lac o simile
Pasti B - L - D
da Agbodrafo a Lomé (TOGO)
Lomé è l'unica capitale africana che è stata colonizzata successivamente da tedeschi, britannici e francesi. E’ anche abitata da diversi gruppi africani, tra cui discendenti di afro-brasiliani. Lomé ha sviluppato un'identità unica che si riflette nel suo stile di vita e nella sua architettura: una città cosmopolita a misura d'uomo. Visiteremo il mercato centrale con le famose “Nana Benz”, donne che controllano il mercato dei costosi “pagne” (vestiti) venduti in tutta l'Africa, e gli edifici coloniali del quartiere amministrativo. Ci fermeremo al più grande mercato di feticci dell'Africa, dove si trova un eclettico assortimento di tutti gli ingredienti necessari per pozioni d'amore e intrugli magici.
Lomè è anche nota per l’arte tribale africana, l’artigianato e l’arte contemporanea. Visiteremo una galleria d'arte tribale e incontreremo un giovane artista che condividerà la sua visione e le sue tecniche. Alcuni pittori e scultori togolesi sono molto di tendenza e hanno esposto in Germania, negli Stati Uniti, in Italia
Pernottamento Onomo Hotel
Pasti B – L – D
volo Lomè - Italia
Trasferimento per il volo Lomè – Casablanca - Italia







