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BHUTAN Festival di Primavera

di TerraFerma

Si percorrono luoghi e valli del Bhutan arrivando in tutti i siti principali della parte occidentale del Paese, e vengono inclusi molti luoghi meno conosciuti, importanti per la cultura bhutanese.

  PARTENZA 29 marzo

  NOTTI 13

  QUOTA 3.600 €

  GUIDA Christine Harris

  DIFFICOLTÀ 2   

  DISPONIBILITÀ 4 posti  

  PARTECIPANTI Max 12

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  VIAGGIO IN BHUTAN

Viaggio in Bhutan. Si svolge in un momento molto fortunato dell’anno, perché consente di partecipare a quattro affascinanti festival (Cham), ognuno con caratteristiche molto diverse, avendo così l’opportunità di avvicinare nel modo più bello il mondo di Druk Yul, il Paese del Drago.

ProgrammaQuoteDa sapere

  Day by day

1° Giorno 29 Marzo  partenza per il NEPAL
Non ci sono collegamenti diretti dall’Italia per Katmandu ed alcuni viaggiatori scelgono di transitare da Delhi in India; vi è un’ampia scelta di compagnie aeree. Possiamo prenotarvi quella di maggior gradimento. La maggior parte dei voli prevede di viaggiare la notte arrivando nella giornata successiva.
2° Giorno 30 Marzo  arrivo a KATMANDU
Accoglienza in aeroporto da parte del nostro corrispondente nepalese e trasferimento all’hotel Manaslu (hotelmanaslu.com). Dopo un breve relax ci si si reca allo Stupa di Bodnath, nel cuore del quartiere tibetano, ricco di botteghe, negozi e importanti templi e monasteri, dove si cena in un panoramico ristorantino.
3° Giorno 31 Marzo  KATMANDU - PARO - PUNAKHA
Il volo della Druk Air per Paro parte alle 10.15 con arrivo alle 11.45 (orari da confermare); è molto spettacolare: si ha una visione dell’arco himalaiano, dall’Everest ed il Makalu fino al Kanchendzonga ed al Chomolhari. All’arrivo incontreremo la guida bhutanese che parla inglese.
Paro, l’unico punto d’ingresso aeroportuale per un viaggio in Bhutan, è un bel villaggio che ha conservato le proprie caratteristiche tradizionali; si avrà modo di visitarlo nei prossimi giorni.

Thimpu

Si parte dall’aeroporto per Thimpu, la capitale, che dista circa 65 km; un percorso che richiede quasi 2 ore: la velocità è sempre moderata per via delle curve ed il limite ufficiale è comunque di 40 km/h – si ha così modo di gustare gli stupendi panorami. Thimpu è il centro amministrativo del Bhutan e sta rapidamente crescendo, mantenendo però lo stile tradizionale nelle costruzioni. Dopo pranzo si prosegue verso est risalendo il passo di Dochu, di 3166 mt, dove in una foresta lussureggiante con una stupenda visuale dell’arco himalaiano si trovano 108 Chorten (reliquiari); qui si trovano anche tanti piccoli tsa tsa contenenti le ceneri dei defunti, posti in gran numero attorno al Chorten più antico.

La discesa tra scenari grandiosi porta nella valle di Punakha, dove ci si reca con una passeggiata che transita per un bel villaggio al tempio della fertilità di Chimi Lhakhang, posto in cima ad una panoramica collina. Questo tempio fu fondato dal grande Lama Drukpa Kunley, “l’illuminato pazzo” il cui emblema fallico adorna l’ingresso di molte case rurali. Le coppie che non riescono ad avere figli, e chiedono qui con fiducia questa grazia, vengono quasi sempre esaudite… pare anche gli stranieri! Ci si accomoda presso l’hotel Zangtopelri o simile, posto sui colli nei pressi di Punakha.

4° Giorno 01 Aprile  PUNAKHA - TALO - GASA
Si utilizza la mattina per un’escursione sui monti ad ovest di Punakha, dove si trovano il tempio di Nabgang e le scuole monastiche di Talo e Nalanda, tra tipici e ben curati villaggi, una delle aree rurali più belle della regione, luogo d’origine delle quattro consorti del IV re del Bhutan. Qui ci si reca alla scuola monastica di Talo dove oggi inizia il festival con danze rituali ed un lieto assiepamento di persone agghindate nei migliori abiti tradizionali, nel contesto molto speciale di questo luogo.

Punakha

Tornati a valle si pranza e si visita lo Dzong di Punakha, che è il più bello e storicamente importante del paese, la meravigliosa sede invernale del Je Khempo, l’Abate del Bhutan, che vi risiede con i circa 1600 monaci che costituiscono il suo seguito durante i sei mesi più freddi dell’anno, per via del clima mite di questa valle: lo Dzong è situato a 1250 mt di quota, mentre Thimpu, dove è situata la sede estiva, è a 2300 mt. Lo Dzong è curato con amore e senza badare a spese, come si riscontra dalla qualità dei lavori che sono stati fatti per restaurare il tempio principale, che era stato danneggiato da un’inondazione.

Tra gli affreschi si ammirano anche rarissimi mandala che non si trovano facilmente rappresentati altrove, neppure nei testi specifici. L’antica arte iconografica qui è il presente. Si lascia lo Dzong risalendo acque cristalline del possente fiume Mo Chu, tra foreste rigogliose, fino al termine della strada che per un lungo tratto è sterrata, giungendo allo Dzong di Gasa, dove si alloggia in una locanda, come specificato nella nota tecnica.

5°, 6° Giorno 02, 03 Aprile  GASA TSECHU e rientro a PUNAKHA
Il villaggio di Gasa è sospeso tra i monti, con belle e solide case rurali, seppur piccolo ed isolato vi si trova anche una ben strutturata scuola perché Gasa è il centro amministrativo di queste remote regioni, che si estendono a nord fino al confine col Tibet includendo il territorio di Laya. Si trascorrono qui due giornate, potendo godere di quanto di più bello e magico Druk Yul, il Pease del Drago, possa offrire.

Lava

Per questa ricorrenza scendono fin qui anche folti gruppi della popolazione Laya, le cui donne si riconoscono anche per il peculiare piccolo copricapo appuntito fatto di bambù. Lo Dzong è interessante da visitare e nelle vicinanze c’è un laghetto che si dice avere virtù magiche; non lontano sul monte c’è il Lhakhang, o tempio. Il programma degli eventi non è del tutto “fisso”: chi stabilisce cosa fare è il Lam Nittam, un cordiale monaco che è l’autorità spirituale ed alloggia presso lo Dzong.

Si seguono gli eventi assieme alla gente, man mano che si svolgono; è probabile che la sera vengano svolte attività anche dagli studenti della scuola. Il fulcro del Cham è lo Dzong, ma alcune celebrazioni vengono eseguite anche nel Lhakhang, sul monte sopra il villaggio; in particolare è molto bella la processione con cui viene portata una venerata statua dal tempio allo Dzong. Il giorno successivo (3 aprile) al mattino nello Dzong viene esposta la gigantesca tanka dello Shabdrung, l’attesa cerimonia del Thongdrol; nel pomeriggio si lascia il villaggio di Gasa, molto probabilmente a malincuore… Si raggiunge gradatamente il fiume e seguendone le acque purissime si torna a Punakha, dove si alloggia nel medesimo hotel utilizzato all’andata. 

7° Giorno 04 Aprile  PUNAKHA – THIMPU
Si transita dallo Dzong di Punakha, stupendo da ammirare anche solo dall’esterno, e si prosegue per un tratto verso nord lungo la strada che porta a Gasa e si sale quindi sulle pendici dei monti arrivando a Chorten Nyinpo, che dista circa 8 km dallo Dzong, un luogo bucolico posto a 1750 mt sopra la valle del fiume Mo Chu.

Il tempio

Il tempio fu costruito nel XIV secolo e contiene una statua di Maitreya; di fronte vi è un antico albero la cui leggendaria origine è legata a Drukpa Kunley: secondo la tradizione egli lanciò da dove meditava sui monti un ramo infuocato per scacciare i demoni, che si conficcò nel terreno e divenne questo venerato albero. Tornati a valle si prosegue il viaggio ripercorrendo la strada che porta al passo di Dochu; giunti nella vallata di Thimpu, capitale del paese, si sosta allo dzong di Semtokha, recentemente restaurato, che fu il primo ad essere edificato dallo Shabdrung all’inizio del XVII secolo ed oggi è una scuola monastica. A Thimpu si alloggia presso l’hotel Pedling o simile.

8° Giorno 05 Aprile  THIMPU
Si iniziano le visite da Pangri Zampa, un monastero posto poco più a nord della città che fu la prima residenza dello Shabdrung, quando giunse nel suo viaggio in Bhutan nel XVII secolo, ed è ora sede della scuola astrologica del Bhutan. Rientrando in città ci si reca a Dechen Podrang, un magnifico palazzo che fu la sede del governo prima della costruzione di Trashichhoe ed è ora una scuola monastica.

Takins

Poco oltre si visita il grazioso convento femminile. Dopo pranzo ci si reca al parco dei takins che è stato scelto come animale simbolo del Bhutan, ed al tempio di Changangkha Lhakhang, sopra Thimpu, un luogo prezioso dove i devoti vengono a chiedere i buoni auspici per i nuovi nati e dove spesso è possibile assistere alle cerimonie dei monaci.
Si conclude con la visita del grandioso Trashichhoe Dzong, visitabile dopo le ore 17.00, dove sono situate la sede del governo, la sala del trono del re e la sede estiva dell’Abate del Bhutan.

9° Giorno 06 Aprile  THIMPU – PARO
Si completano le visite a Thimpu salendo alla gigantesca statua di Buddha che da pochi anni adorna la valle all’ingresso della cittadina. Sosta al Memorial Chorten, che è divenuto un luogo dove si trovano molti devoti bhutanesi, in particolare anziani, per le preghiere e le recitazioni dei mantra. Prima di pranzo si visitano anche alcuni centri artigianali. Si parte quindi per Paro e, arrivati, si visita il Dungtse Chorten, costruito dal mitico Tamgtok Gyalpo, che all’interno rivela una potente atmosfera mistica e stupendi affreschi. Si alloggia presso l’hotel Rema Resort o simile.
10° Giorno 07 Aprile  PARO escursione a TAKTSHAN
A nord di Paro si trova il monastero di Taktshang, il “nido della tigre” di Guru Rimpoce, sicuramente il luogo più celebre che vedremo nel nostro viaggio in Bhutan, sospeso tra le rocce sopra la valle. Per facilitare la salita (c.a. 2 ore in tutto), con una modica spesa chi vuole può noleggiare un cavallo; sul percorso si giunge ad un piccolo rifugio da cui si gode una vista stupenda, il punto dove volendo si possono fermare i meno allenati e dove solitamente si consuma il pranzo.

Drukyel

Per questa escursione si consiglia di portare con sé dei vestiti caldi, giacca antivento e scarpe adatte a camminare su sentiero. Tornati a valle ci si reca al villaggio ed al forte di Drukyel e quindi a Kyuchu Lhakhang, uno dei monasteri più antichi del Bhutan, la cui fondazione è attribuita al re del Tibet Songtsen Gampo (VIII sec.), che contiene alcune preziosissime statue di Cenresi ed è uno dei 108 templi geomantici del Tibet.

11° Giorno 08 Aprile  PARO TSECHU
Ci si reca allo Dzong prima dell’alba per seguire il Lam Nittam, l’abate di Paro, che tra il suono dei corni conduce la processione che porta a spalle, solennemente e con grande reverenza, la gigantesca tanka dallo Dzong fino al sito delle danze, dove il Thongdrol viene issato. Di fronte all’edificio dove viene esposto è allestito un lungo altare riccamente ornato di offerte dove siedono i monaci officianti; la gente si accalca per poter toccare il gigantesco drappo.

Monaci

Dopo un breve riposo in hotel si torna allo Dzong per assistere all’uscita dei monaci che da uno dei templi interni formano una seconda processione, ora nella luce del giorno, per dare inizio alle danze di questa magnifica giornata conclusiva del festival. Le rappresentazioni di oggi sono le più interessanti e attese, in particolare il Guru Tshen Gye, ovvero la danza delle otto manifestazioni di Guru Rimpoce, che espone con magnifica pomposità le forme che il Guru assunse per portare il messaggio di liberazione ai vari tipi di esseri. Si trascorre qui la giornata, mescolati alla folla di bhutanesi.

12° Giorno 09 Aprile  PARO DZONGDRAKA TSECHU
Ci si reca al villaggio di Dzongdraka nei pressi di Paro, dove oggi si tiene un bellissimo Cham rurale. Nella parte iniziale si svolgono due processioni lungo il bordo di una falesia dove meditò Guru Padmasambhava; la prima inizia dal tempio del villaggio e si reca all’eremo; quindi, dopo alcune danze e celebrazioni, si forma un secondo corteo che raggiunge l’area delle danze posta sopra al villaggio, un punto bello anche per il panorama.

Cham rurale

L’atmosfera è rilassata, e gli spettatori, quasi tutti contadini della vallata, mangiano e bevono in allegra compagnia; le danze sono ben eseguite ed i costumi molto belli. Si fa qui un pic nic e nel pomeriggio, prima di rientrare a Paro, ci si reca a Yoeto Gompa, un antico tempio sui monti di rimpetto a Dzongdraka dove si posano gli ultimi raggi del sole. Qui vivono alcuni giovani monaci e con una breve passeggiata (20 min.) si raggiunge l’eremo di Drakarpo, un altro dei mitici siti di ritiro di Guru Rimpoce, attorniato da una serena comunità di anziani meditatori.

PER CHI RIENTRA 13° Giorno 10 Aprile  PARO – KATMANDU e volo di rientro in ITALIA
Il volo della Druk Air per Katmandu parte alle 8.15 con arrivo alle 9.15 (orari da confermare); si avrà una seconda opportunità di ammirare i magnifici panorami sulla catena himalaiana. All’arrivo, se non si parte subito in transito con il volo di rientro, si avrà a disposizione un mezzo con l’autista per un giro in città fino al momento della partenza.
ESTENSIONE KATMANDU 13° Giorno 10 Aprile  volo PARO – KATMANDU / PASHUPATINATH
Il volo della Druk Air per Katmandu parte alle 8.15 con arrivo alle 9.15 (orari da confermare); si avrà una seconda opportunità di ammirare i magnifici panorami sulla catena himalaiana. All’arrivo è in attesa dei partecipanti la guida nepalese che parla italiano; ci si reca direttamente a Pashupatinath, l’antichissimo santuario indù lungo le rive del fiume Bagmati dedicato a Shiva, luogo di pellegrinaggio dove giungono anche molti pittoreschi Sadhu.

Katmandu

L’intera collina è un mondo da scoprire, disseminata di antichi tempietti immersi nel verde; sulla riva del fiume avvengono le cremazioni. Completata la visita si va in hotel, il medesimo utilizzato all’arrivo, e si pranza. Nel pomeriggio si visita il centro storico di Katmandu: la piazza di Durbar e dintorni con i magnifici templi; quindi si raggiunge il ‘colle delle scimmie’ per la visita di Swayambhunath, l’antichissimo stupa che si erge sulla valle, i templi circostanti e le colline adiacenti di Manjushri e Saraswati. Si cena in un ristorante della vivace zona di Tamel, epicentro dei negozietti e del mondo del trekking.

14° Giorno 11 Aprile  KATMANDU: BATKAPUR – PATAN
Ci si reca a Baktapur, il cui nome significa “città dei devoti”. È la meglio preservata tra le tre antiche capitali della valle di Katmandu. Qui è più facile rivivere l’atmosfera che permeava la vita della gente prima del recente avvento della ‘civiltà moderna. Oltre al piacere di curiosare, questa città-villaggio offre esempi stupendi scenari di architettura newari, tra cui la Nyatapola Mandir, una pagoda a cinque livelli, e le tre piazze di Durbar, Tumadhi e Dattatraya.

Patan

Si pranza qui e si prosegue quindi per Patan, la più antica delle tre capitali. La piazzetta centrale, dove sono ancora visibili i danni causati dal recente terremoto, è un gioiello dell’architettura newari; tra i vari templi della zona circostante i più importanti sono il Tempio d’Oro e il Kumbeshwor. Alla sera è prevista una serata folk con musiche, danze nepalesi e cena in un locale tipico.

15° Giorno 12 Aprile  KATMANDU e volo di rientro in ITALIA
Tempo libero fino alla partenza, ottima occasione per fare gli ultimi acquisti, un’attività per cui la città è giustamente famosa.
16° Giorno 13 Aprile  ITALIA
Fine del nostro viaggio in Bhutan e arrivo in ITALIA

  QUOTA BASE 3.600 €

  Supplementi

Viaggio con 4 partecipanti 120 euro
Camera singola 410 euro
Estensione Nepal
Camera singola 90 euro
Viaggio con 3 partecipanti 50 euro
Viaggio con 2 partecipanti 80 euro

  QUOTA COMPRENDE

Pernottamenti in pensione completa camera condivisione
Accompagnatore dall’Italia
Tutti i trasporti
Guide locali parlanti inglese in Bhutan e italiano in Nepal
Ingressi ai siti indicati
Escursioni indicate nel programma
Visto Bhutan
Polizza Assicurativa

  QUOTA NON COMPRENDE

Volo internazionale
Assicurazione Annullamento 71,90 euro
Volo interno
Visto Nepal 25 $
Bevande
Visite ed escursioni non in programma
Mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

  Penali di cancellazione

25% della quota di partecipazione fino a 90 gg di calendario prima della partenza del viaggio in Bhutan
50% della quota di partecipazione da 89 a 60 gg di calendario prima della partenza del viaggio in Bhutan
90% della quota di partecipazione da 59 a 30 gg di calendario prima della partenza del viaggio in Bhutan
100% della quota di partecipazione al viaggio in Bhutan dopo tali termini

POLIZZA ASSICURATIVA
Le Polizze Assicurative di viaggio (Viaggi rischio zero e polizza base Europ Assistance – su richiesta, su E.A. possono essere estesi i massimali con un costo di € 70 ed emessa la Polizza di Annullamento, che costa 4,8% del valore del viaggio se emessa la momento dell’iscrizione o il 6,5% se emessa successivamente entro i 15 giorni dalla data di partenza del viaggio)

VISTI E DOCUMENTI
Il visto nepalese si ottiene all’ingresso nel Paese (serve una foto e $ 25); il visto bhutanese viene predisposto e si riceve all’arrivo a Paro, è solo necessario farci pervenire la fotocopia e scansione del passaporto che deve avere validità minima di sei mesi dalla data di ingresso prevista.

RIFERIMENTO VALUTARIO
Il prezzo del viaggio è formulato con riferimento al cambio euro – dollaro del 7/6/2019 (Banca d’Italia): € 1 = $ 1,1273, corrispondente al valore in essere al momento della pubblicazione del programma.

ISCRIZIONE VIAGGIO
L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dalle Condizioni Generali di Partecipazione; la quota include la polizza “Assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danneggiamento bagaglio” fornita da Europ Assistance, la polizza “Viaggi Rischio Zero” di UnipolSai Assicurazioni e la polizza “Filodiretto Protection” fornita da Nobis Compagnia di Assicurazioni.

  Informazioni utili per un viaggio in Bhutan

Viaggio in Bhutan. All’inizio di aprile in Bhutan e nella valle di Katmandu il clima è secco e le piogge sono rare. S’incontrano le temperature più basse a Gasa, situata a 2700 mt, con massime di circa 20 gradi e minime notturne che possono arrivare anche a 4 gradi, mentre a Paro e Thimpu le minime notturne possono arrivare a 7 gradi; la massima stagionale prevista è a Punakha con 25.

Per gli spostamenti si utilizzano comodi pulmini. Gli alberghi sono puliti, le stanze sono dotate di bagno, lenzuola ed acqua calda. Solo a Gasa in Bhutan, una località raggiunta dalla strada solo in tempi recenti e non molto frequentata dal turismo, la sistemazione è spartana: si alloggia in una casa bhutanese dove vengono messe a disposizione delle stanze ed i servizi sono in comune. In Bhutan il cibo è valido, tra l’indiano e l’internazionale con qualche pietanza locale e cinese.

Un cenno sui Cham (Festival) del Bhutan

È limitativo chiamare un Cham “festival”, perché quello che avviene è un insieme di funzioni religiose, trame teatrali mitiche ed evocazioni vicine allo spiritismo immerse in un contorno di folclore intenso. I Cham sono composti da uno straordinario insieme di musiche sacre, danze in costume con maschere rituali, riti religiosi ed esorcistici, eseguite da monaci ed anche da laici nei Cham minori, il tutto immerso in un attento ma allegro e rilassato assiepamento di persone, che esibiscono i migliori abiti tradizionali e godono di un atteso momento di gioiosa convivialità. Parteciparvi offre al visitatore che desidera accedere al cuore della realtà bhutanese un modo intelligente per avvicinarne lo scenario intimo legato alla spiritualità, alle tradizioni ed alla storia.

Nel Cham il confine percettivo imposto dalla mente razionale scompare ed il fondersi di spirito, emozioni e pensiero genera le dimensioni di mondi sottili che nella cultura europea verrebbero relegati in una definizione di immaginario, ma che in Bhutan sono il vero perno di una profonda realtà percettiva. Ogni Cham ha caratteristiche diverse sia per il contenuto religioso delle rappresentazioni che per l’intreccio delle trame, che hanno spesso un riferimento agli eventi storici specifici del luogo in cui si svolge ed ai diversi personaggi e maestri spirituali a cui ci si riferisce.

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