Sottofondo di voci confuse avvolgono l'aria che profuma di sale.
Stridere di gabbiani.
Il vento che disegnava le nuvole è scomparso, affievolito come d'incanto.
Grassi e fumanti pescherecci si insinuano tra moltitudini di barche colore del mare; colore del cielo. Figli di un oceano implacabile.
Un'altra lunga notte è trascorsa, come lunghe e infinite sono le reti dalle quali traboccano sardine appena pescate.
Non c'è sosta in questo porto che raccoglie come figli barche sbandate e pescatori gocciolanti di acqua salata.
Non c'è sosta per l'anziana donna avvolta nella tunica colore dell'acqua che si avvicina furtiva alle casse traboccanti.
Allunga la mano, sfila grasse sardine che depone in una sacca.
Mormora a bassa voce parole indecifrabili a voler sfatare la paura.
Si allontana a piccoli passi regalando l'ultimo ghigno a questa gente affaticata con gli occhi lucidi e mani gonfie.
Cosa sarà mai una sardina in mezzo a questo oceano di sardine?
Tutti la conoscono, tutti sanno, nessuno vede.